Prima casa: la separazione fra marito e moglie non impedisce i benefici

Gli accordi di separazione fra coniugi, anche quando l'immobile viene trasferito, non sono impedenti ai fini del godimento dei benefici prima casa. È quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione, che, con l'ordinanza n. 31603/18, ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito a una cartella riguardante il recupero dei suddetti benefici.

La vicenda ruota attorno al trasferimento della nuda proprietà di un immobile a seguito - appunto - di alcuni accordi sanciti in fase di separazione. Chiaramente al momento del rogito erano state applicate sulla vendita le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura agevolata. Diritto, questo, che poi sarebbe decaduto alla luce degli accordi di separazione, meritevoli, a parere dell’Agenzia, di una cartella di pagamento con il recupero della tassazione.

Tale cartella in un primo momento è stata impugnata con successo di fronte alla Ctr che, verificando il successivo divorzio, ha annullato l'atto impositivo. Di qui il ricorso, ma ancora inutile, dell’Agenzia delle Entrate davanti alla Suprema corte. I giudici hanno infatti risposto alle obiezioni della difesa che il ricorso omette di riportare il testo degli accordi divenuti definitivi in sede di estinzione del vincolo matrimoniale, i quali hanno fortemente valorizzato l'accordo tra le parti nella definizione della crisi coniugale, che ha fatto registrare un “sostanziale superamento della distinzione tra contenuto necessario e contenuto eventuale degli accordi di separazione”.

Nel primo - contenuto necessario - sono da ricomprendere “il consenso reciproco a vivere separati, l'affidamento dei figli, l'assegnazione della casa familiare in funzione del preminente interesse della prole e la previsione di assegno di mantenimento a carico di uno dei coniugi in favore dell'altro, ove ne ricorrano i presupposti”; nel secondo, invece, sono da ricomprendere quei patti che trovano solo occasione nella separazione, trattandosi di accordi patrimoniali del tutto autonomi, che i coniugi concludono in relazione all'instaurazione di un regime di vita separata.

Cioè, in sintesi, le sistemazioni patrimoniali che trovano occasione nella separazione, e che i coniugi perfezionano in relazione all'istaurazione di un regime di vita separata, possono beneficiare dell'esenzione tanto quanto gli accordi relativi all'assegnazione dell'abitazione o all'affidamento dei figli.

(Fonte: ItaliaOggi)
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