Prima casa: ok alle agevolazioni in presenza dell'abitazione inidonea

Secondo la Cassazione la casa pre-posseduta – tuttavia inidonea all’utilizzo abitativo – non preclude la possibilità di farsi riconoscere i benefici prima casa su un eventuale nuovo acquisto. A stabilirlo è stata una nuova sentenza della Suprema Corte (19989/2018) che in buona sostanza dimostra un approccio giurisprudenziale più permissivo e in netto contrasto con un certo atteggiamento di chiusura prevalente in altre sentenze del passato che tendevano comunque a escludere il godimento dei benefici prima casa in presenza di un’abitazione già posseduta.

Infatti l’abitazione pre-poseduta, stando alla lettera della legge, costituirebbe un impedimento insormontabile ai fini dei benefici prima casa. Secondo la Cassazione, invece, la mera pre-posseidenza di un immobile abitativo non può costituire un sistematico fattore di impedimento all’applicazione delle agevolazioni sull’eventuale acquisto di un secondo immobile, qualora l’immobile originario fosse inidoneo a ospitare il titolare.

Ora, tale inidoneità, sostengono i giudici, va riconosciuta in un duplice senso, sia oggettivo, ossia in una complessiva condizione di inefficienza strutturale dell’immobile (ad esempio nell’eventuale sua inabitabilità per fatiscenza o eventi calamitosi), che soggettivo per il titolare stesso, ovverosia laddove l’immobile, pur abitabile da un punto di vista oggettivo, quindi senza alcuna carenza strutturale, fosse però inidoneo per quella persona e per quel nucleo in particolare (ipotizziamo ad esempio il caso di un nucleo numeroso costretto in una piccola abitazione).

Una sentenza, questa della Cassazione, che, come dicevamo, va in controtendenza rispetto all’atteggiamento giurisprudenziale prevalente nel passato. In confronto, quindi, alla legge vigente (Dpr 131/1986), che si limita semplicemente a individuare la “pre-possidenza” di un'altra abitazione situata nel medesimo Comune, o già acquistata tramite agevolazioni dal medesimo contribuente, quale fattore ostativo all’applicazione dei benefici prima casa, la sentenza della Cassazione introduce invece l’aspetto interpretativo delle caratteristiche – strutturali o soggettive per il nucleo – dell’immobile pre-posseduto.

Un orientamento, questo, che fa il paio con un’altra recente sentenza della Suprema Corte, sempre del 2018 (la 2565/2018), che a sua volta aveva osservato come la pre-possidenza di un’abitazione può costituire un ostacolo alla fruizione delle agevolazioni fiscali per un successivo acquisto solo se questa prima abitazione è già idonea a soddisfare le esigenze abitative del nucleo del titolare.

Luca Napolitano
(Fonte: Sole 24 Ore)

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