Modello 730 al capolinea: il 23 luglio è arrivato

Il conto alla rovescia è ultimato, siamo allo zero: anche quest'anno il cerchio "fiscale" si chiude sulla data fatidica del 23 luglio, compleanno - ironia della sorte - del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Auguri vivissimi a lui, ma concentrazione altrettanto viva per i CAF che proseguono inarrestabili, ancora in queste ultime frenetiche ore, ad accogliere i contribuenti dell'ultimo minuto, gli incurabili della "zona cesarini", gravemente sul filo di lana per la consegna del 730. Dunque ci siamo! Oggi è l'ultimo, anzi ultimissimo giorno a disposizione per fare e presentare la dichiarazione 730/2018 sul 2017, cioè di fatto per compilarla e trasmetterla telematicamente all'Agenzia delle Entrate. Dopodiché, l'unico modo per mettersi in regola con l'amministrazione sarà quello del Modello REDDITI la cui scadenza è fissata al 31 ottobre; ma è anche vero che col REDDITI non ci sarà modo di trovarsi già pronto sulla busta paga l'eventuale credito maturato.

Ma non solo è l'ultimo giorno per chi la dichiarazione non l'ha neanche sfiorata. In effetti, anche coloro che si fossero accorti solo adesso di aver sbagliato (o dimenticato) qualcosa nella documentazione per il 730 già consegnata al CAF, possono (a questo punto DEVONO!) far presente la dimenticanza agli operatori e chiedere eventualmente l’integrazione del modello, sempre che non sia stato già trasmesso. A seguito quindi della modifica, non resterà traccia alcuna dell’errore sul modello originario, altrimenti, qualora non fosse possibile modificare la pratica, si potrà/dovrà rimediare - a partire dal 24 luglio - o con un 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con un REDDITI correttivo nei termini entro il 31 ottobre.

Vediamo invece come procedere con le dichiarazioni cui ancora non è stata messa mano. Gli intermediari fiscali – CAF e commercialisti –, se una precompilata esiste, hanno sempre la possibilità, come negli anni scorsi, di scaricarla dal sito dell’Agenzia, previa delega del contribuente. Confermare un modello precompilato significa rispedirlo così com’è al mittente, cioè all’Agenzia, senza apporre nessuna modifica. Qualora invece qualcosa non andasse, le soluzioni potrebbero essere due: o modificare i dati già precompilati, perché inesatti, oppure integrare eventuali dati mancanti, perché non inseriti dall’Agenzia. Ovviamente nulla vieta, ove necessario, la modifica e al tempo stesso l’integrazione, per aggiungere dati mancanti e sostituirne al tempo stesso altri non corretti.

Ora, se il cittadino decide di modificare e inviare la dichiarazione autonomamente, se ne assume tutta la responsabilità. Viceversa, nel momento in cui si interpella l’intermediario fiscale, l’intermediario stesso prenderà in esame la documentazione (che per forza di cose deve essere consegnata tutta entro oggi dai ritardatari), dopodiché l’intermediario stesso apporrà il cosiddetto “visto di conformità”, sciogliendo così il cittadino da qualunque responsabilità. L’apposizione del visto, quindi, pur restando in apparenza un “tecnicismo” di poco interesse, è in realtà l’architrave sul quale poggiano la maggior garanzia e la maggior tutela che si hanno nel caso in cui si decida di affidare in queste ultime ore la dichiarazione al CAF.

Col “visto”, in pratica, il CAF garantisce a nome del contribuente la bontà e la liceità di quanto dichiarato all’interno del modello. L’unica cosa, però, di cui gli intermediari non possono rispondere è l’eventuale comportamento doloso da parte del cittadino. Detto altrimenti, in caso di dichiarazione infedele, se l’errore fosse addebitabile alla sola negligenza del CAF, quest’ultimo si farebbe carico sia della maggiore imposta non versata che delle sanzioni più gli interessi (il cittadino quindi non pagherebbe nulla). Viceversa, se fosse provato il dolo, il contribuente sarebbe chiamato a rispondere in prima persona versando sia la maggiore imposta, che le sanzioni più gli interessi.

Luca Napolitano

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