Rottamazione bis in dirittura d'arrivo: istanze entro il 15 maggio

Per la “rottamazione bis” i tempi sono ormai stretti, entro il 15 maggio bisogna chiudere. Visto che una seconda chance non si nega a nessuno, chi non fosse passato dal “portone” della prima rottamazione (ex Equitalia), potrà adesso rientrare dalla “finestra” della seconda, introdotta dal Decreto Fiscale 148 del 16/10/2017 (“costola” tributaria annessa alla Legge di Bilancio 2018), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 242 del 16 ottobre scorso.

In pratica l’articolo 1 del Dl 148/2017 prevede, fra le altre cose, la possibilità di aderire alla cosiddetta “rottamazione bis” anche per coloro che in precedenza non erano stati ammessi alla prima “edizione” perché non in regola con il pagamento delle rate scadute al 31 dicembre 2016 relative ai piani di rateazione in essere al 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore delle disposizioni sulla definizione agevolata).

Quindi, i contribuenti che si trovassero in questa situazione, oltre agli altri destinatari di carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017, potranno recuperare il tempo perduto presentando all’Agenzia della Riscossione, entro il 15 maggio, l’apposito modello unico DA-R. Di lì in poi il procedimento sarà analogo a quello della prima rottamazione.

L’Agenzia infatti, ricevuta l’istanza di adesione, sarà tenuta in ogni caso a rispondere inviando entro il 30 giugno 2018, ai destinatari di carichi affidati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, una comunicazione ad hoc che, in caso di accoglimento della domanda, conterrà l’importo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata, oltre alla scadenza delle eventuali rate e ai bollettini da utilizzare per il pagamento; in caso di diniego, invece, verranno esplicitate le motivazioni che non rendono “rottamabile” il debito.

Viceversa, ai destinatari di carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, la stessa comunicazione di diniego o accettazione verrà inviata dall’agente della riscossione entro il 30 settembre 2018. Il pagamento, in quest’ultimo caso, dovrà essere effettuato o in un’unica soluzione oppure entro un massimo di 3 rate con scadenza - le prime due - al 31 ottobre e al 30 novembre 2018, e la terza al 28 febbraio 2019.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione dell’istanza, il modello DA-R potrà essere consegnato in forma cartacea direttamente agli sportelli dell’Agente della riscossione, oppure inviato tramite posta elettronica certificata all’indirizzo pec della direzione regionale di riferimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, tenendo comunque presente che per l’invio tramite pec si può fare affidamento anche gli uffici CAF ACLI.

Per quanto riguarda invece il versamento effettivo sarà possibile procedere:

  • dal sito di Agenzia delle entrate Riscossione, attraverso l’App Equiclick, collegandosi alla sezione pagamenti e inserendo il proprio codice fiscale, il codice Rav riportato nel bollettino e l’importo. A questo punto si potrà scegliere tra molteplici operatori (banche, Poste e altri istituti di pagamento), che mettono a disposizione diverse modalità di pagamento;
  • presso gli sportelli bancari e gli uffici postali, con carta di credito o prepagata; bancomat; Banco Posta; in contanti (se l’importo è inferiore a 3mila euro), in addebito sul conto corrente (se ci si rivolge alla propria filiale);
  • tramite internet banking e gli sportelli bancomat, utilizzando il servizio per il pagamento dei Rav (basta solo inserire il numero del bollettino);
  • dai tabaccai convenzionati con Banca 5 Spa e nei punti vendita Sisal e Lottomatica (qui si può pagare in contanti fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica).
 
Luca Napolitano
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