Spese mediche: rifiuto alla precompilazione fino all'8 marzo

Per opporsi alla precompilazione (da parte dell’Agenzia delle Entrate) delle spese sanitarie sui modelli 730 o Redditi, il traguardo è l’8 marzo, utilizzando il canale del sistema Tessera Sanitaria. Fino all’8 febbraio (come avevamo spiegato in una precedente news) era rimasta disponibile anche l’opportunità del diniego tramite il sito dell’Agenzia stessa, dopodiché, dal 9 febbraio in poi, l’unica strada possibile è restata quella del sistema TS, valida appunto fino all’8 marzo.

Chiariamo subito che impedire all’AdE di precaricare qualsivoglia spesa medica sul 730 o sul Redditi 2018 (disponibili online a partire dal prossimo 16 aprile) non significa rinunciare alla detrazione di quella spesa sulla dichiarazione. La spesa, o le spese, di fatto, potranno essere tranquillamente inserite in un secondo momento (anche con l’aiuto di un intermediario fiscale) quando il modello sarà nella piena disponibilità del contribuente. È ovvio, però, che modificando il precompilato con l’inserimento a posteriori delle spese mediche comporterà che l’Agenzia, su quel modello, farà le debite verifiche.

La precompilazione delle spese sanitarie sostenute per ticket, visite specialistiche, farmaci e altre prestazioni mediche è resa possibile grazie al flusso informativo con il quale medici, farmacie, ospedali e gli altri soggetti tenuti all’adempimento, trasmettono al Sistema tessera sanitaria i dati dei documenti fiscali (scontrini, ricevute e fatture) che rilasciano a pazienti o assistiti al momento del pagamento, informazioni che poi l’Sts – sempre che non vi sia il diniego del contribuente – condividerà con l’Agenzia per la predisposizione della precompilata.

Per l’esattezza il Fisco avrà a disposizione il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso, il codice fiscale o partita Iva, e la denominazione di chi eroga la prestazione, la data del documento, la tipologia e l’importo della spesa o del rimborso. In sintesi, l’elenco dei professionisti e delle strutture tenuti alla trasmissione telematica delle spese sostenute dai loro clienti o pazienti nel 2017, è il seguente:

  • Asl e aziende ospedaliere;
  • istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
  • policlinici universitari;
  • farmacie (pubbliche e private) e parafarmacie;
  • ambulatori specialistici;
  • strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa;
  • presidi e strutture accreditati e non accreditate al Ssn per l’erogazione dei servizi sanitari;
  • gli iscritti agli albi di chirurghi e odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche/i, radiologi, ottici.

Quindi il contribuente, fino all’8 marzo, per far sì che l’Agenzia non veda, e quindi non utilizzi, tutte le spese sanitarie o anche solo determinate spese effettuate nel 2017, può richiedere, accedendo all’area autenticata del sito web del Sistema Ts, tramite tessera sanitaria Ts-Cns oppure utilizzando le credenziali Fisconline, che le informazioni relative a spese o rimborsi ricevuti per prestazioni mediche, non vengano utilizzati dall’AdE per l’elaborazione della precompilata. Il sistema, in pratica, consente di consultare l’elenco completo delle spese risalenti allo scorso anno e di selezionare, voce per voce, quelle per cui si vuole esprimere la propria opposizione all’invio.

Ti ricordiamo che puoi usufruire della nostra consulenza fiscale contattando la sede CAF ACLI più vicina, prenotando un appuntamento online, oppure registrandoti al sito Il730.Online.
APRI E SCOPRI