Sisma bonus: alt delle Entrate su demolizione e ricostruzione

Il cosiddetto “Sisma bonus”, ovvero l’apposito sgravio fiscale introdotto sugli interventi finalizzati a preservare gli edifici da crolli o danneggiamenti dovuti a eventi sismici, ha ragion d’essere solo sui lavori di consolidamento degli edifici stessi, mentre non spetta in caso di demolizione e ricostruzione. Non a caso il bonus, specifica la norma, mira a salvaguardare i manufatti “esistenti”, escludendo così alla radice l’ampliamento dello sconto agli interventi di demolizione e ricostruzione, non essendo possibile, secondo la logica adottata dal legislatore, parlare di semplice consolidamento. Nella sostanza: posso fortificare in senso antisismico un edificio sprovvisto di certe caratteristiche, e chiedere per questo la detrazione, ma non posso buttarlo giù e rifarlo da capo sperando di portarmi in detrazione le spese.

Il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna tramite la risposta all’interpello 909-345/2017. Una presa di posizione che segna dunque un confine preciso sull’applicazione di un bonus uscito complessivamente rinvigorito dalle ultime disposizioni della Legge di Bilancio per il 2017 che hanno di fatto modificato, potenziandole, le precedenti regole del sisma bonus in vigore fino al 31 dicembre 2016. In pratica dal gennaio 2017 l’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non soltanto, come in precedenza, su quelli adibiti ad abitazione principale) e su quelli utilizzati per attività produttive. Inoltre si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). Altra modifica è quella intervenuta sull’arco di tempo nel quale sarà possibile dilazionare in quote uniformi la detrazione, accorciato da dieci a cinque anni, ma sempre entro un importo non superiore a 96.000 euro.

A dire il vero, relativamente al quinquennio 2017-2021, per gli interventi antisismici le cui procedure di autorizzazione siano state attivate a partire dal 1° gennaio 2017, la percentuale ordinaria del bonus è stata abbassata dal 65 al 50%, ma è altrettanto vero che la detrazione è stata elevata nei seguenti casi:

  • quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta;
  • se invece dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, spetta nella misura dell’80%.

Per di più, quando gli stessi interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni sono ancora più elevate: 75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore e 85% nel caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

Venendo allora al suddetto interpello, l'Agenzia ha osservato che nel caso in cui la ristrutturazione consista in un intervento di demolizione con ricostruzione (pur con la stessa volumetria dell'immobile preesistente), la specifica agevolazione del sisma bonus non spetta (spetta casomai il bonus ristrutturazioni classico), poiché appunto “la formulazione letterale della norma porta a ritenere che gli interventi agevolati debbano riguardare il consolidamento dell'edificio esistente e non la costruzione di un edificio che, in ogni caso, deve rispondere a determinati standard, sia che si tratti della ricostruzione di un edificio esistente, sia che si tratti di una nuova costruzione”.
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