Bonus nido, si può fare domanda, ma l'assegno esclude la detrazione

Si è fatto attendere, ma il Bonus Nido 2017 è finalmente operativo. Dal 17 luglio l’Inps ha infatti sbloccato la procedura telematica per poterlo richiedere tramite il suo portale, oppure, alternativamente, tramite il Contact center ai numeri 803164 (gratuito da rete fissa) e 06164164 (da rete mobile), o tramite gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto. Resta inteso che la procedura accoglierà anche le richieste di coloro i quali abbiano maturato i requisiti per godere del beneficio nel periodo di transizione compreso fra il 1° gennaio e il 16 luglio 2017, nel quale appunto non è stato possibile fare domanda. Introdotto dall’ultima Legge di Bilancio, che per ampliarne il più possibile la platea di destinatari lo ha svincolato da qualunque soglia selettiva Isee – ragion per cui già si teme che le richieste finiranno per superare di gran lunga la disponibilità degli importi erogabili –, l’assegno (massimo 91 euro per 11 mensilità) correrà in aiuto dei nuclei familiari con bambini nati (o adottati) dal 1° gennaio 2016.

C’è solo un però, e nemmeno tanto trascurabile, perché se da una parte è vero che le richieste potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2017, è altrettanto vero che i fondi disponibili (144 milioni nel 2017) saranno ripartiti, “fino a esaurimento scorte”, secondo l’ordine di presentazione delle domande. In parole povere, come spiegano apertamente le stesse indicazioni dell’istituto previdenziale, “nel caso in cui, a seguito del numero delle domande presentate venga raggiunto il limite di spesa, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande”, il che equivale un po’ a dire: chi tardi arriva male alloggia, quindi è meglio muoversi in fretta.

Cerchiamo allora di capire quali sono i requisiti per potersi sedere al “tavolo” del bonus. Anzitutto un ottimo consiglio potrebbe essere quello di iniziare a mettere da parte le fatture delle rette pagate per l’asilo da inizio anno. “Il contributo infatti – come ha spiegato Il Sole 24 Ore – sarà erogato dall’Inps al genitore che farà domanda e che presenterà la documentazione che attesti l’avvenuto pagamento della retta per un asilo nido pubblico o privato autorizzato”.

È quindi fondamentale, per il genitore che sostiene l’onere della retta, la convivenza col figlio. Il genitore inoltre, alla data di presentazione della domanda, dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti indicati dall’Inps:

  • cittadinanza italiana/UE;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea;
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
  • status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia.

Potranno infine chiedere il contributo anche i genitori di bambini con meno di tre anni che non possono frequentare gli asili nido perché affetti da gravi patologie croniche. In tal caso si tratterebbe di un bonus pari a 1.000 euro erogato in un'unica soluzione al genitore richiedente per le forme di supporto presso la propria abitazione, ma per goderne servirà una certificazione da parte del pediatra nella quale si attesti, per l’intero anno di riferimento, “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. Va infine rilevata l’incompatibilità del bonus con la detrazione al 19%, applicata nel Modello 730, sulle spese per la frequenza dell’asilo nido, e tantomeno, in presenza di Bonus Nido, potranno essere richiesti i cosiddetti bonus infanzia (voucher baby sitting e contributo asilo nido) che sono infatti tutt’altra cosa.
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